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venerdì 22 marzo 2013

Saccottini di Crepes con Ricotta e Carletti (Silene Vulgaris)

 

I carletti sono un’erba spontanea che cresce un po’ dappertutto. Il nome botanico è silene vulgaris, ma sono più conosciuti con i vari nomi dialettali attribuiti a seconda della zona in cui ci si trova: carletti dalle mie parti ( veneto), ma anche schioppettini o sciupetin , stridoli, strisci...
Vanno raccolti prima della fioritura, altrimenti le foglie sono dure: meglio è raccoglierli quando sono appena germogliati.
Il loro sapore è dolce e delicato e possono essere utilizzati sia crudi che cotti in svariati modi. Questa volta li ho utilizzati per fare il ripieno dei saccottini di crepes, un po’ laboriosi per la media media, per questo sono un ottimo piatto per i giorni di festa. Sono perfetti come primo piatto per il pranzo di Pasqua: fanno primavera, sono laboriosi, ma non troppo e fanno la loro bella figura.


Costo: Eur 6,00 se i carletti li trovate voi, altrimenti se li comprate dovete aggiungere fino a 10 - 12 Euro :(

Tempo: 90 minuti

Ingredienti:

Per le crêpes:
ml 500 di latte
gr 250 di farina 00
3 uova
Gr 40 di burro
Sale qb
Per il ripieno:
gr 500 di ricotta
un bel mazzo di carletti (a peso non ve lo so dire, regolatevi un po’ a occhio, ma direi circa 150 gr a crudo e puliti)
1 scalogno
Qualche cucchiaio di besciamella
Parmigiano grattugiato
Olio evo
Latte (se necessario)
Sale qb
Per la besciamella:
vedete qui (basta mezzo litro)
gr 80 di robiola (o altro fomaggio morbido, se la robiola non vi piace) da aggiungere alla besciamella rimasta dopo averne utilizzato una parte per il ripieno.

Preparazione:

Iniziate dalle crêpes: nel bicchiere del frullatore mettete il latte, la farina, il sale, il burro e frullate fino a che avrete ottenuto una crema morbida (in alternativa al frullatore potete mettere tutto in una terrina e usare un mixer a immersione o uno sbattitore elettrico).

A parte sbattete le uova e poi unitele al composto precedentemente preparato.

Coprite e lasciate riposare per circa mezz’ora.

Trascorso il tempo passate a cuocere le crêpes: prendete una padella antiaderente dal diametro di 20 cm (o l’apposita crêpiera), fatela scaldare, passate velocemente un po’ di burro e mettete un mestolino di pastella per le crêpes al centro della padella, fatela ruotare velocemente per distribuire uniformemente il composto (la pastella si solidifica in fretta), fate cuocere fino a che sarà dorata e poi giratela per farla dorare anche dall’altra parte.
Con questa dose escono circa 12 crêpes.

Finchè la pastella riposa preparate la besciamella come indicato qui (o secondo il vostro solito).

Proseguite preparando il ripieno:
Affettate sottilmente lo scalogno e mettetelo ad appassire a fuoco dolce con un filo di olio evo, eventualmente aggiungendo dell’acqua se necessario.

Pulite e tritate grossolanamente i carletti e metteteli a cuocere con lo scalogno: più sono giovani prima faranno a cuocersi, ma al massimo in 15 minuti sono pronti. Salateli secondo il vostro gusto e lasciateli intiepidire.

In una ciotola mettete la ricotta e lavoratela fino a che diventa cremosa, aggiungendo qualche cucchiaio di besciamella e un po’ di latte se necessario.

Unite i carletti, insaporite con 1-2 cucchiai di parmigiano mescolate bene tutti gli ingredienti aggiustando di sale secondo il vostro gusto.

Ora passate a comporre i saccottini:
Distribuite il composto fra le crêpes ottenute, richiudetele a formare un saccottino e legate con un filo di erba cipollina.

In una pirofila mettete sul fondo qualche cucchiaio di besciamella, adagiate i saccottini e versate la besciamella rimasta nella quale avrete fatto sciogliere la robiola e, se necessario, aggiunto un po’ di latte: la besciamella deve risultare piuttosto morbida.

A questo punto potete finalmente mettere la pirofila in forno già caldo a 180° per circa 15-20 minuti.

Servite cospargendo con un po’ di parmigiano, se di vostro gusto.



 

 

 

 

 

 

 Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Lia Sapori Dimenticati

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Come prevede la raccolta e per meglio intendersi su cosa siano i carletti vi metto alcune foto:

Carletti 

 Così sono come si trovano in natura, adesso siamo a inizio stagione, per cui sono ancora più piccoli.

 

 

 

Carletti2

 

 

Un po' più da vicino...

Vanno utilizzate (preferibilmente) solo le punte

 

 

 

 

Carletti3

 

 

Questi invece quando sono cresciuti. Non vanno più bene per essere consumati perchè diventano troppo duri.

I bambini si divertono a schiacciare il fiore che all'interno racchiude i semi. Rompendosi emette il classico rumoro di uno scoppio, da cui il nome dialettale (uno dei tanti) sciùpetin.

 

 

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martedì 12 febbraio 2013

Dado Vegetale Casalingo

Del dado vegetale casalingo ne ho sentito parlare parecchio e da diverso tempo, ma sono sempre stata perplessa nel prepararlo. Mi sono decisa perchè la ricetta me l'ha data Lia e, in caso di disastri, avrei potuto benissimo sfogarmi con lei :D. Invece aveva proprio ragione: nonostante il mio scetticismo è molto facile da prepare e il risultato è garantito.

Dado Vegetale Casalingo

Tempo: 2 ore circa

Ingredienti:

gr 800 di sedano (peso da pulito)
gr 400 di cipolla (o porro, io ho usato un misto)
gr 400 di carote
gr 600 di sale grosso
1/2 bicchiere di olio di oliva extravergine
5/6 trametti di timo
5/6 foglie di salvia
2 rametti di rosmarino
qualche pomodoro secco (ne ho messi una decina, a me piacciono)
un ciuffo di prezzemolo (anche con i gambi, o solo i gambi se vi sono avanzari da altre preparazioni)

Preparazione:

Pulite e tritate grossolanamente il sedano ì, le carote, le cipolli e i pomodori secchi.
Mescolatele e mettetele in una pentola capiente, poi aggingete gli aromi, il sale grosso e per finire l'olio.
Coprite la pentola con un coperchio, mettete sul fuoco a fiamma e lasciate cuocere per un'ora e mezza (anche un'ora e tre quarti), senza sollevare il coperchio: vi garantisco che questa è la parte difficile, evitare di sbirciare se tutto procede bene o se qualcosa sta bruciando.
Comunque, facendo un atto di fede, aspettate che passino i 90 minuti e poi aprite la pentola: vi troverete davanti un composto piuttosto liquido (è normale, non preoccupatevi) perchè la verdura avrà rilasciato la parte acquosa, riducendosi per circa un terzo.
A questo punto date una mescolata per amalgamare meglio il tutto, se vi pare troppo liquido alzate la fiamma e fate asciugare il dado vegetale per qualche minuto.
Passare poi il tutto con il frullatore a immersione tritando quanto finemente volete.
Per conservare il dado vegetale casalingo si precede come per le marmellate: si sterilizzano i vasetti, si versa il dado ben caldo, si tappa e si lascia capovolto tutta la notte.
Per motivi di praticità io utilizzo il microonde: si fa presto e basta fare attenzione a non scottarsi quando si tirano fuori i vasetti :)
Una volta aperto il vasetto il dado vegetale casalingo va conservato in frigorifero.
Con queste dosi ho ottenuto 8 vasetti da 250 ml, con un piccolo avanzo.

Dato che questa avventura è andata bene, la prossima volta tocca al dado di carne homemade :)

 

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venerdì 8 febbraio 2013

Spezzatino al Teroldego Rotaliano

La ricetta di questo spezzatino al teroldego rotaliano è nata per caso: avevo dei bocconcini di manzo, ma non avevo voglia del solito spezzatino in umido. Così mi sono avventurata in questo esperimento e devo dire che ne sono rimasta soddisfatta. Meno gli altri commensali, ma i gusti son gusti.

Spezzatino Teroldego Rotaliano

Tempo: 2 ore e mezza circa

Ingredienti:

Gr 800 di polpa di manzo
1 bicchiere abbondante di teroldego rotaliano (o altro vino rosso corposo)
1 scalogno
1 mazzetto di erbe aromatiche (timo, rosmarino, salvia, due bacche di ginepro)
Olio evo
Farina qb
Sale e pepe qb

Preparazione:

Tagliate finemente lo scalogno e fatelo appassire con un filo di olio in un tegame dai bordi alti.
Infarinate leggermente i pezzetti di manzo, scuoteteli per togliere la farina in eccesso e fateli rosolare con lo scalogno.
Aggiungete le erbe aromatiche, salate leggermente e pepate.
Una volta che la carne sarà rosolata versate il vino, fate prendere il bollore, abbassate la fiamma e fate cuocere a fuoco dolce per circa un'ora e mezza-due, dipende dal taglio di carne, a tegame coperto.
Se quando la carne è cotta (pungendola con una forchetta dovete sentirla ben morbida) il sugo è troppo liquido fare evaporare velocemente quello in eccesso.
Se invece in cottura vi sembrerà che asciughi troppo aggiungete ancora un po' di vino o brodo o acqua calda.
Servite lo spezzatino al teroldego rotaliano con polenta o purè di patate.

Preparata in questo modo la carne di manzo assume un gusto più aromatico, ricorda le preparazioni di selvaggina, ma senza il caratteristico sapore che può risultare troppo impegnativo.

Per la cottura ho usato una pentola con interno in ceramica regalatami a Natale da mia sorella. Devo dire che le preparazioni utilizzando questo tipo di pentola mi hanno dato molta soddisfazione: la quantità di condimento necessaria è veramente bassa, la cottura è uniforme e più veloce anche utilizzando la fiamma bassissima, i cibi non si attaccano. E per finire, ma non meno importante, si lavano in un attimo!

 Spezzatino al Teroldego Rotaliano

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martedì 29 gennaio 2013

Cardi al Latte

I cardi sono una verdura che a me piace molto, sanno un po' da carciofo,ma con un gusto meno deciso e leggermente amarognolo.Purtroppo hanno un piccolo difetto: sono "rognosi" da pulire, ci vuole tempo per togliere tutti i filamenti e le parti dure. Ma perchè le cose buone non sono anche veloci da preparare? Non dico la cottura, mi basta la fase preparatoria!

Cardi al Latte

Tempo: 90 minuti (abbondanti), contate circa un'ora per la cottura, il resto per pulirli

Ingredienti:

1 Kg di cardi
1 litro di latte
50 gr di burro
1 ciuffo di prezzemolo
Sale qb

1 limone e un po' di aceto per acidulare l'acqua

Preparazione:

Armatevi di pazienza e pulite bene i cardi: togliete la radice, le foglie, i filamenti e la parte legnosa. Tagliateli a pezzi di circa 10 cm di lunghezza e, man mano che sono puliti, metteteli in una ciotola con acqua acidulata con limone e aceto. Questo accorgimento è necessario per evitare che i cardi si anneriscano, come succede per i carciofi.

Mettete sul fuoco una capiente pentola con l'acqua, portatela ad ebollizione e versate i cardi sgocciolati. Fateli cuocere per circa mezz'ora, poi scolateli e teneteli da parte.

In una pentola fate sciogliere il burro, quando comincia a spumeggiare aggiungete i cardi, salate secondo il vostro gusto e lasciate insaporire qualche minuto.

Coprite con il latte e, quando giunge a ebollizione, abbassate la fiamma e lasciate cuocere a fuoco dolce finchè il latte non sarà ben consumato, formando una cremina. Ogni tanto controllate la cottura dei cardi (basterà pungerli con una forchetta per sentirne la morbidezza) e, se non dovessero essere abbastanza morbidi, aggiungete ancora un po' di latte.

A fine cottura aggiungete un ciuffo di prezzemolo tritato e servite (questa volta mi sono ritrovata senza, per cui non l'ho messo)

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Lia Sapori Dimenticati

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giovedì 6 settembre 2012

Sformatini di Cipolle di Tropea Speziati - Ricetta di Adele

 

Questa ricetta Sformatini di Cipolle di Tropea è di Adele, me l'ha inviata via mail e partecipa alla raccolta Aspic, Sformati & C. La preparazione è semplice, ma di certo è molto gustosa e di sicuro effetto. Ringrazio Adele per questa ricetta, oltre che per altre che mi riprometto sempre si pubblicare.



Ingredienti (dosi per 4 persone):

8 cipolle rosse di media grandezza
400 gr di tritato di suino
30 gr di uvetta
30 gr di mandorle a lamelle
Timo, cannella, sale e pepe
Vino bianco un bicchiere
Olio di oliva

Preparazione:

Pulire le cipolle tagliare le calottine e scavarle con l’attrezzino apposito o con un cucchiaino.

Dopo averla ridotta a pezzettini rosolarla in padella con l’olio di oliva e il sale, nel frattempo mettere a bagno l’uvetta nel vino bianco e tostare le mandorle.

Appena la cipolla appassisce aggiungere il tritato rosolare sfumare il tutto con un po’ di vino bianco, aggiungere il pepe, il timo, la cannella, l’uvetta strizzata e metà della mandorle amalgamare il tutto e spegnere il fuoco.

Appena raffreddato il ripieno riempire le cipolle, terminare con il il resto delle mandorle e chiudere con le calotte. Forno a 180° per almeno 50 minuti.

Questa ricetta partecipa alla raccolta:



 

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martedì 6 marzo 2012

Casseola

 

La casseola è un tipico piatto unico lombardo, molto saporito e sostanzioso, adatto al periodo invernale. Infatti l'ho preparata qualche tempo fa, quando era ancora freddo, poi il tempo è migliorato, ma con la ricaduta di questi giorni la casseola può andare benissimo. La ricetta me l'ha data Ornella, anzi lei mi ha dato la ricetta doc, ma l'ho rivisitata rendendola adatta ai nostri gusti.



Costo: Eur 8,00

Tempo: 2 ore (circa)

Ingredienti (per quattro persone molto affamate, ma anche per 6 "normali):

tutto rigorosamente di maiale:

  • 4 salsicce

  • 8 costine (o puntine o costicine che dir si voglia)

  • 4 fettine di lonza

  • 4 fettine di coppa

  • 1 fetta spessa di bacon (circa 50 gr)

  • 1 verza bella grossa

  • mezzo bicchiere di vino bianco secco

  • 1 carota

  • 1 cipolla 

  • 1 costa di sedano

  • Olio evo

  • sale  qb

  • (pepe)


Preparazione:

Preparate un trito grossolano con sedano, carota e cipolla. Mettete le verdure a rosolare con un filo di olio in una pentola grande (considerate che poi ci deve stare tutto), aggiungete il bacon tagliato a cubetti e fate insaporire.

Aggiungete le costine, fatele rosolare bene e bagnatele con il vino bianco. Lasciate evaporare il vino e a questo punto aggiungete le fettine di lonza, le fettine di coppa e le salsicce, aggiustate di sale e fate rosolare anche quelle.

Nel frattempo tagliate a listarelle non troppo piccole la verza.

Togliete tutta la carne dalla pentola, mettete la verza e mescolate, salando (e se volete pepando) a vostro gusto e lasciando insaporire per circa 5 minuti. Rimettete nella pentola la carne, coprite e portare a cottura: ci vorrà ancora un'ora abbondande, un'ora e mezza, dipende dalla carne e dalla verza :)

La vostra casseola è pronta e sarà ancora più buona il giorno dopo!

 

Note:

anzichè andare a peso ho calcolato per ogni persona: 1 salsiccia, 1 fettina di lonza, 1 di coppa,  2 costine e un quarto di verza, potete ovviamente regolarvi secondo l'appetito e secondo i vostri, ma dato che anche se avanza si può mangiare anche il giorno dopo (anzi meglio), vedete voi....

Ho preferito rosolare la carne prima per toglierle (forse con non molto successo) l'aspetto "pallido", ma andrebbe aggiunta dopo la verza (a parte le costine).

Non ho messo piedini, cotiche e simili perchè a casa mia non vanno mangiate: ne risulta una casseola più "asciutta" e non "tachenta" come si dice :D: non me ne vogliano i puristi ;)

 

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domenica 19 febbraio 2012

Lasagne al Prosciutto e Funghi

 

Un'altra variante delle lasagne, piatto completo e sempre gradito, un'insalata o altra verdura a seguire e il pasto è combinato. Senza contare che si può preparare in anticipo e che è buono pure riscaldato. 



Costo: Eur 10,00

Tempo: 90 minuti

Ingredienti:

  • 1 confezione di lasagne (uso quelle sottili del banco frigo)

  • 600 gr di funghi champignon (o quelli che preferite)

  • 200 gr di prosciutto cotto

  • 1 ciuffo di prezzemolo tritato

  • 1 spicchio di aglio

  • parmigiano grattugiato

  • sale qb


Per la besciamella: (la ricetta la trovate qui)

  • 1 litro di latte

  • 50 gr di burro

  • 50 gr di farina

  • sale


 

Preparazione

Pulite e affettate i funghi. In un tegame mettete un filo d'olio con lo spicchio di aglio, quando è dorato togliete l'aglio e aggiungete i funghi. Fateli cuocere con il prezzemlo tritato e salando secondo il vostro gusto.

Nel frattempo preparate la besciamella.

Quando funghi e besciamella sono pronti passate a comporre le lasagne secondo il seguente schema:

lasagna - besciamella - prosciutto cotto - funghi - spolverata di parmigiano grattugiato

Terminate con un'abbondante spolverata di parmigiano.

Mettete in forno già caldo a 200° per circa 15-20 minuti o comunque fino a doratura.

Servite le lasagne al prosciutto e funghi calde.

 

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mercoledì 15 febbraio 2012

Crostoli

 

Questa è la ricetta dei crostoli che fa mia mamma, che le è stata data da un'amica: è datata, avrà almeno 50 anni, ma è ancora attuale! Questi crostoli hanno la particolarità di essere fatti senza latte e questo permette loro di mantenersi fragranti e friabili anche per giorni, se mantenuti in un luogo asciutto. Ancora non  mi sono avventurata a prepararli di persona, finchè li fa lei ne approfitto :D



Costo: Eur 4,00

Tempo: circa due ore (molto dipende dalla frittura)

Ingredienti:

  • succo di 2 arance

  • 2 uova intere

  • 3 cucchiai di zucchero

  • 50 gr di burro sciolto

  • 1 bicchierino di rum o grappa

  • 1 presa di sale

  • 1 presa di lievito per dolci

  • farina qb

  • Olio per friggere (abbondante)


Preparazione:

Mescolare tutti gli ingredienti tra loro, tranne la farina. Aggiungere la farina poco alla volta fino ad ottenere una palla della giusta consistenza per essere stesa. Se si mette troppa farina si può aggiungere dell'altra arancia spremuta, mai latte.
Quando la palla è pronta lasciarla riposare per circa mezz'ora, poi procedere a stenderla con lo spessore desiderato.

Friggere i crostoli pochi alla volta in abbondante olio caldo, metterli a scolare su della carta assorbente, metterli poi su un piatto e cospargerli di zucchero a velo a anche di zucchero semolato (io li preferisco così)

 

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venerdì 2 dicembre 2011

Brasato della Mamma

 

Com'è chiaramente intuibile questa è la ricetta del brasato trasmessami da mamma: non si sa perchè a lei riesce sempre meglio che a me, perciò, con la scusa che ci vuole molto tempo per farlo (tempo che io non ho) il più delle volte lo prepara lei.



 

Costo: Eur 15,00

Tempo: 180 minuti

Ingredienti:

  • 1 kg di carne di manzo per brasato (di solito usiamo il piccione)

  • 1 Kg di carote

  • 1 gambo grande di sedano

  • 2 cipolle

  • 2/3 pomodori maturi (o equivalente di pelati o polpa di pomodoro)

  • 1 bicchiere di vino (bianco o rosso)

  • 3/4 chiodi  di garofano

  • 1 foglia di alloro

  • Olio evo

  • Burro

  • Farina 00 qb

  • Sale, pepe


Preparazione:

Tritate finemente una cipolla, una costa di sedano e una carota non molto grande. 

In una pentola capiente mettete un filo di olio con qualche noce di burro, aggiungete le verdure tritate, i chiodi di garofano, l'alloro e fate appassire.

Infarinate la carne e mettetela a rosolare nella pentola con il soffritto.

Quando è  ben rosolata aggiungete il vino e lasciate evaporare.

Nel frattempo pulite e tagliate a pezzettoni le verdure rimanenti (sedano, carote , cipolle e i pomodori). Quando il vino è completamente evaporato aggiungete le verdure, salate e pepate e coprite per 3/4 di acqua (se avete del brodo di verdura potete usare quello) e lasciate cuocere a fuoco basso: ci vorranno almeno due ore, la carne deve essere ben cotta e l'acqua consumarsi tutta. Se durante la cottura fosse necessario aggiungere altra acqua o brodo.

Mettere una buona quantità di verdure a pezzettoni permette di avere già pronto anche il contorno.

Quando la carne è cotta lasciatela raffreddare un po', tagliatela a fette e servitela con le verdure.Se volete,  potete accompagnare il brasato della mamma con della polenta o con del pane casereccio, ottimo da pucciare nel sughetto :D

venerdì 4 novembre 2011

Fettuccine al Ragu

 

Le fettuccine al ragu' di carne sono un primo piatto classico, gustoso, decisamente energetico e sempre gradito. Questa è la mia versione.



Costo: Eur 12,00

Tempo: 150 minuti

Ingredienti:

  • gr 320 di fettuccine (pasta all'uovo, meglio se fresca)

  • gr 500 di macinato misto (uso manzo e maiale)

  • gr 400 di passata di pomodoro (o pelati, o simili)

  • Parmigiano grattugiato

  • 1 carota piccola

  • 1 costa di sedano

  • 1 cipolla media

  • mezzo bicchiere di vino bianco

  • Olio evo

  • Sale


Preparazione:

Per prima cosa preparate il ragù. Tritate finemente la cipolla e mettetela in una pentola capiente con un filo di olio finchè diventa trasparente (se vedete che tende a rosolare aggiungete un po' di acqua) insieme alla costa di sedano e alla carota, eventualmente tagliate a metà. Di solito anche sedano e carota vanno tritati, ma visto che se qualcuno anche solo le vedeva non mangiava più, ho adottato questa tecnica :) (la cipolla, invece, si maschera bene).  Sedano e carote li elimino alla fine della cottura del ragù (qualcuno che li mangi si trova sempre :)!).

Quando la cipolla è trasparente aggiungete la carne e fatela ben rosolare, aggiungete il vino bianco e fate evaporare. A questo punto mettete anche la passata di pomodoro (o i pelati), mescolate bene e fate cuocere a fuoco molto basso per un paio di ore. Se vedete che si asciuga troppo aggiungete dell'acqua calda o del brodo.

Verso la fine della cottura salate (ed eventualmente pepate) secondo i vostri gusti.

Cuocete le fettuccine e  conditele con il ragù, spolverando generosamente con il parmigiano.

Nota: il ragù può essere preparato in anticipo e conservato in freezer: dato i lunghi tempi di preparazione ne faccio sempre in dosi abbondanti e poi lo congelo. E' ottimo anche per condire gnocchi, lasagne e altri formati di pasta.

 

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lunedì 26 settembre 2011

Arista di Maiale al Latte

 

L’arista è uno dei pochi tagli di carne di maiale che a casa mia mangiano tutti, essendo piuttosto magra. Come tutte le carni magre di contro ha che è piuttosto asciutta e può risultare stopposa. Cuocendola con il latte non solo resta mordiba e si intenerisce, ma acquista anche più sapore.

Arista di Maiale al latte

 


Costo: Eur 15,00

Tempo: 120 minuti

Ingredienti:

  • Arista di maiale (lonza) gr 800

  • Cipolla 1 media

  • Sedano 1 costa

  • Carota 1 piccola

  • Latte 1 litro abbondante

  • Olio evo 3-4 cucchiai

  • Sale e pepe q.b.


Preparazione:

Tritate finemente la cipolla, il sedano e la carota e fateli appassire in un tegame a bordo alto con l’olio, aggiungendo eventualmente un po’ d’acqua.

Quando sono ben appassiti, aggiungete l’arista e fatela rosolare su tutti,  aggiungendo il sale e il pepe secondo i vostri gusti. A questo punto coprite con il latte e lasciate cuocere a fuoco dolce fino a quando sarà consumato: si formerà una cremina un po’ “sgrunfolosa”.

Togliete la carne dal tegame e passate al setaccio o con il mixer la cremina che si è formata, in modo da renderla omogenea. Lasciate ancora un po’ sul fuoco fino a che la cremina prende un coloro ambrato (a noi piace così), aggiustando di sale se necessario.

Tagliate a fette la carne e servitela con il sughetto.  

 

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